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Milizia marittima di artiglieria
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La mwcqMilizia artiglieria marittima o mwcgMILMART era una specialità di mwcwartiglieria della mwdaMilizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, creata con mwdqLegge n° 1172 del 18.08.1940 mwdg"Ordinamento della Milizia artiglieria marittima", pubblicata sulla G.U.R.d'I. n° 199 del 26.08.mwdw1940 alle Pagg. 3155/3166.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
Nel 1934 la responsabilità della difesa costiera era passata, con la smobilitazione dei mwewReggimenti artiglieria da costa del mwfaRegio Esercito, alla mwfqRegia Marina; per il presidio di queste batterie venne destinata un'aliquota di personale della mwfgMilizia per la difesa antiaerea territoriale. Questa nuova specialità fu riconosciuta ufficialmente come "Milizia per la Difesa Costiera" (M. DACOS) con il mwfwRegio decreto del 21 gennaio 1935 e fu posta alle dipendenze dell'Ispettorato, poi "Comando della M. Di.C.A.T. e da Cos.". Nel 1939 la denominazione della specialità fu modificata in "Milizia Marittima di Artiglieria", MILMART nel codice telegrafico, mentre quella del comando in "Comando Milizie Controaerei ed Artiglieria Marittima".
Durante la mwgqseconda guerra mondiale, in Africa settentrionale la Regia Marina costituì due mwggbatterie mobili, la 1ª e la 6ª, armate con mwgwautocannone mwha102/35 su Fiat 634N e da mwhqMod. 1915 da 76/30 su mwhgFiat 634N. Queste batterie erano servite da personale della MILMART, in particolare facevano parte del Gruppo Autonomo AS (Africa Settentrionale), creato nel 1940 con personale della 2ª Legione di La Spezia. La 1ª Batteria ed una mwhwsezione della 6ª, comandate dal mwiasotto capo manipolo Priore, vennero aggregate alla mwiq132ª Divisione corazzata "Ariete"cite-ref-2[2], mentre la sezione B della 6ª fu aggregata alla mwjg102ª Divisione motorizzata "Trento". Negli ultimi mesi del 1941 parteciparono a diversi combattimenti; il 19 novembre intervenne durante la mwjwprima battaglia di Bir el Gobi, distruggendo da lunga distanza almeno 15 mwkacarri armati britannici. Tutti gli autocannoni da 102/35 andarono persi per cause belliche o avaria entro la fine dello stesso anno.
Le batterie della Milizia parteciparono poi alla difesa delle mwkgIsole Pelagie durante l'mwkwoperazione Corkscrew. Durante l'mwlaattacco a Lampedusa il 6º Gruppo della 9ª Legione, al comando del mwlqmaggiore Pietro Assenza, fu impegnato strenuamente durante l'mwlwattacco inglese a Lampedusa, mentre pochi giorni dopo la 9ª Legione di mwmaPantelleria si trovava a contrastare le ondate di bombardieri e le incursioni di naviglio alleato. In luglio la MILMART combatté poi a fianco dell'esercito e dei battaglioni CC.NN. per contrastare lo sbarco in mwmqSicilia durante lo mwmgsbarco anglo-americano.
Compiti ed organizzazione
La milizia si occupava della difesa delle piazzeforti delle basi navali, dei previsti punti di sbarco e delle isole minori. Queste difese si basavano sulle batterie antiaeree e mwpaantinave nelle opere fortificate, ma anche, soprattutto in mwpqLibia, su batterie mobili su mwpgautocannoni da mwpw102/35 su Fiat 634N e 76/30. Dal punto di vista logistico ed addestrativo dipendeva dalla mwqaRegia Marina, alla quale appartenevano anche i mwqqpezzi e gli automezzi. L'arruolamento di Ufficiali e truppa volontari rispondeva agli stessi criteri degli appartenenti alla mwqgMilizia per la difesa antiaerea territoriale. Allo scoppio della mwqwseconda guerra mondiale, la MILMART assorbì oltre 25.000 uomini, suddivisi in 10 legioni e 4 mwragruppi autonomi. Allo scoppio delle ostilità, constatata l'impossibilità di difendere la mwrqSicilia solo con la 6ª, 7ª e 8ª Legione, vennero create dalle Legioni CC.NN. siciliane della Milizia Ordinaria, 23 Centurie speciali mwrgCC.NN., ognuna su un comando e due manipoli di mitraglieri di due squadre ciascuno.
Oltre alle Legioni della MILMART ed alle Centurie di Difesa Costiera, sia prima che dopo la guerra furono destinate alla difesa costiera sia Legioni e Battaglioni combattenti della Milizia ordinaria, sia reparti dedicati, ovvero 81 Battaglioni CC.NN. Costieri e 51 Battaglioni CC.NN. Territoriali, questi ultimi formati da uomini più anziani e destinati alla difesa di ponti ed infrastrutture. Questi battaglioni Costieri e Territoriali ricevevano la numerazione della Legione deposito dalla quale erano stati costituiti aumentata di 300.
Batterie MILMART
Nel 1942, vigilia dello sbarco degli alleati in Sicilia, a difesa del territorio metropolitano la MILMART armava le seguenti opere principalicite-ref-3[3]:
• 6 batterie da mwvg381/40, in torre corazzata binata:
• Batteria Brin e Batteria Bandiera a mwwwBrindisi,
• mwxqBatteria Amalfi a mwxgVenezia,
• Batteria di Arenzano e mwaqBatteria Monte Moro a mwagdifesa di Genova, controllate ed armate rispettivamente dalla 250ª e dalla 251ª Batteria costiera del mwawRegio Esercito (non essendo Genova piazza marittima).
• 3 batterie da mwbg305/50, a mwbwdifesa di Venezia, su 2 pezzi ciascuna:
• Batteria Dandolo,
• Emo,
• mwdgSan Marco.
• 1 batteria da mwea305/42, su 3 pezzi:
• mwewBatteria Cattaneo, a difesa di mwfaTaranto, mai completata.
• 4 batterie da mwfg305/17, su 4 pezzi ciascuna:
• Batteria Cascino, a mwggLa Spezia,
• mwhaForte Cavour a mwhqLa Spezia,
• Batteria Pes di Villamarina, a mwiaLa Maddalena,
• Batteria De Caroli, a mwiwLa Maddalena.
• 8 batterie da mwjq280/9 su 48 pezzi totali a mwjgdifesa dello Stretto di Messina:
• Batteria Siacci, 6 pezzi;
• Batteria Beleno, 6 pezzi;
• Batteria Pellizzari, 4 pezzi;
• Batteria Masotto, 6 pezzi;
• Batteria Crispi, 8 pezzi;
• Batteria Schiaffino, 6 pezzi;
• Batteria Cavalli, 6 pezzi.
Ma nel 1942 risultavano attive solo le batterie Cavalli Masotto, Beleno e Pellizzari per un totale di 22 pezzi operativi.
• 1 batteria da mwoq203/50 Mod. 1924, per un totale di 2 pezzi:
• Batteria Luigi di Savoia ad Augusta.
• 2 batterie da mwpg203/45 Mod. 1897, per un totale di 8 pezzi:
• Batteria Rubin de Cervin a mwqgLa Maddalena,
• Batteria Toscano a mwrqTaranto, in avanzato stato di costruzione.
• 2 batterie da mwrw190/39, per un totale di 4 pezzi:
• Batteria Cappa a mwswPola;
• Batteria Caracciolo a mwtgNapoli.
Queste opere principali erano integrate da installazioni minori sia sul territorio metropolitano che nelle colonie:
• 1 batteria su mwugŠkoda 15 cm K10, di preda bellica, su 4 pezzi;
• 20 batterie da mwva152/50 A. Mod. 1918, per 74 pezzi totali;
• 12 batterie da mwvg152/45 S. Mod. 1911, per 46 pezzi totali;
• 11 batterie da mwwa152/40, per 37 pezzi totali;
• 2 batterie su mwwgŠkoda 15 cm K10, di preda bellica, per 8 pezzi totali;
• 3 batterie su mwxa15 cm FK L/40, ceduti dalla mwxqGermania nazista, per 10 pezzi;
• 12 batterie da 120/50, per 49 pezzi totali;
• 5 batterie mwyq120/40, per 18 pezzi totali;
• 3 batterie da mwyw102/35, per 12 pezzi totali;
• 1 batteria da mwzqŠkoda 10 cm K10, su 5 pezzi;
• 2 batterie da mwzwŠkoda 7 cm K10.
Ordinamento
• 1º Gruppo Legioni MILMART, comando a mw0wMessina:
• 6ª Legione MILMART, sede comando a mw1gMessina.
• 7ª Legione MILMART, sede comando ad mw2aAugusta.
• 8ª Legione MILMART, sede comando a mw2gTrapani.
• 9ª Legione MILMART, sede comando a mw3aPantelleria.
• 14ª Legione MILMART, sede comando a mw3gReggio Calabria.
• 2º Gruppo Legioni MILMART, comando a mw4aLa Spezia:
• 1ª Legione MILMART, sede comando a mw4wVenezia.
• 2ª Legione MILMART, sede comando a mw5qLa Spezia.
• 3ª Legione MILMART, sede comando a mw5wLa Maddalena.
• 4ª Legione MILMART, sede comando a mw6qCagliari.
• 5ª Legione MILMART, sede comando a mw6wTaranto.
• dalla 166ª Legione di mw7qMessina:
• 50ª Centuria di Difesa Costiera.
• 51ª Centuria di Difesa Costiera.
• 52ª Centuria di Difesa Costiera.
• 53ª Centuria di Difesa Costiera.
• 54ª Centuria di Difesa Costiera.
• 55ª Centuria di Difesa Costiera.
• dalla 168ª Legione di mw9gRagusa:
• 58ª Centuria di Difesa Costiera.
• 59ª Centuria di Difesa Costiera.
• dalla 159ª Legione di mw-wSiracusa:
• 60ª Centuria di Difesa Costiera.
• 63ª Centuria di Difesa Costiera.
• dalla 170ª Legione di mwaqaAgrigento:
• 67ª Centuria di Difesa Costiera.
• 68ª Centuria di Difesa Costiera.
• dalla 172ª Legione di mwaquEnna:
• 72ª Centuria di Difesa Costiera.
• 73ª Centuria di Difesa Costiera.
• 74ª Centuria di Difesa Costiera.
• dalla 173ª Legione di mwaqsCaltanissetta:
• 75ª Centuria di Difesa Costiera.
• dalla 174ª Legione di mwaq8Trapani:
• 76ª Centuria di Difesa Costiera.
• 77ª Centuria di Difesa Costiera.
• 78ª Centuria di Difesa Costiera.
• 79ª Centuria di Difesa Costiera.
• 80ª Centuria di Difesa Costiera.
• 81ª Centuria di Difesa Costiera.
• 82ª Centuria di Difesa Costiera.
• Gruppo autonomo di mwarkSiracusa.
• Gruppo autonomo di mwarsTripoli.
• Gruppo autonomo di mwar0Asmara.
• Gruppo autonomo di mwar8Mogadiscio.
• Scuola MILMART di mwaseMessina.
Il Reparto Mobile MILMART del Reggimento "San Marco"
Il Comando della MILMART il 7 luglio 1940 costituì il "Reparto Mobile MILMART", una centuria addestrata come fanteria di marina composta da 6 ufficiali, 13 sottufficiali e 172 camicie nere, al comando del mwasgcenturione Porcelli. Questo reparto entra nell'organico del mwaskReggimento "San Marco", fregiandosi del distintivo del leone.
Il 23 ottobre dello stesso anno il Reparto venne riordinato su quattro plotoni mitraglieri mwassFiat Mod. 14/35 e ridenominato "Compagnia Mitraglieri MILMART San Marco" , per essere aggregato al Battaglione mwaswGrado, che non aveva la compagnia mitraglieri.
• Compagnia "Ruta":
• 1 plotone comando,
• 3 plotoni mitraglieri Fiat Mod. 14/35.
• Compagnia "Mazzucchelli":
• 1 plotone comando, al comando del seniore Cesare Linari, dal 24 giugno mwatk1941:
• 1 plotone mitraglieri Fiat Mod. 14/35,
• 2 plotoni mitraglieri mwatwBreda Mod. 37.
Da una relazione del 30 agosto 1941, l'organico del reparto (2 compagnie per un totale di 2 plotoni comando e 6 plotoni mitraglieri) risultava essere composto da:
• 11 ufficiali,
• 19 sottufficiali,
• 276 camicie nere.
Note
cite-note-11. mwaugR.D.L. n. 15 del 6 dicembre 1943 mwaukArchiviato il 12 novembre 2013 in mwauoInternet Archive..
cite-note-22. ↑ mwau8mwavamwaveLa partecipazione della Milizia alla campagna in Africa Settentrionale 1940-1943, su mwaviregioesercito.it. mwavmURL consultato il 6 maggio 2012.
cite-note-33. ↑ C.A. Clerici, op. cit. pag. 23.
cite-note-44. ↑ Steven J. Zaloga, mwavoSicily 1943: The debut of Allied joint operations mwavs(mwavwmwav0ENmwav4) , 2013.
Bibliografia
• V. Ilari e A. Sema, mwawiMarte in orbace, Casa Editrice Nuove Ricerche, Ancona, 1988.
• E. Lucas e G. De Vecchi, mwawqStoria delle unità combattenti della M.V.S.N. (1923-1943), Ed. Volpe, Roma, 1976.
• L. Fulvi, mwawyLe Fanterie di Marina Italiane, Ufficio Storico della Marina Militare.
• G. Balestra e A. Curami, mwawgGli autocannoni della Regia Marina nella campagna in Africa Settentrionale, Bollettino d'Archivio dell'Ufficio Storico della Marina Militare, dicembre 1991.
• C.A. Clerici, mwawoLe difese costiere italiane nelle due guerre mondiali, Albertelli Edizioni Speciali, Parma, 1996.
Voci correlate
Collegamenti esterni
• mwaxyScheda su regioesercito.it, su regioesercito.it.
• mwaxgBatterie MILMART al 10 giugno 1940., su xoomer.virgilio.it.